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GLI OSTACOLI CULTURALI ALL’EMPOWERMENT FEMMINILE

Posted on 23 novembre 2018

AL WEWORLD FESTIVAL, IL MODELLO “A DUE VIE” DI PROCTER & GAMBLE PER ABBATTERE GLI STEREOTIPI E REALIZZARE LA PIENA PARITA’ TRA I GENERI

Milano, 23 novembre 2018 Per il 71% delle donne over 50 è più umiliante subire violenza verbale piuttosto che economica : basterebbe questo dato per capire quanti vincoli culturali ancora persistono nella realizzazione del pieno empowerment femminile. A evidenziare il gap tutt’ora presente, è l’indagine che Procter & Gamble ha realizzato attraverso il suo programma di comunicazione Victoria, dedicato alle donne oltre i 50 anni, in vista della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.


L’indagine fa parte delle attività di P&G per favorire l’empowerment femminile sia a livello aziendale che sociale. Un’impegno discusso questa mattina all’interno del workshop dedicato alle aziende per la promozione della parità di genere sul lavoro in occasione della 9° edizione del WeWorld Festival, l’evento annuale di WeWorld Onlus, l’organizzazione impegnata da vent’anni nella difesa di donne e minori in Italia e nel mondo.


Abbattere gli stereotipi e creare una cultura basata sulla piena parità dei diritti delle donne è da sempre un obiettivo prioritario di Procter & Gamble che lo declina non solo in azienda - attraverso avanzate politiche di Diversità & Inclusione - ma anche all’esterno grazie all’attivazione di campagne pubblicitarie che mirano a dare un’immagine positiva della donna, scardinando vecchi stereotipi e promuovendo il cambiamento culturale su numerosi aspetti legati al ruolo femminile nella società, a partire dai pregiudizi legati all’età. P&G è stata infatti la prima azienda in Italia a concentrare l'attenzione sulle donne over50, appunto con con la rivista e il sito Victoria, affinché venissero rappresentate in maniera più positiva e lontana stereotipi collegati all’età e al genere.


Ma dal sondaggio, basato anche su precedenti ricerche condotte da WeWorld con IPSOS e che ha coinvolto oltre 500 over 50, è emerso ad esempio come per il 71% delle rispondenti sia più umiliante subire violenza verbale piuttosto che economica . Per quanto riguarda la violenza fisica, invece, per la maggioranza delle intervistate (66%), si tratta di un fenomeno diffuso tra le over 50 tanto quanto tra le donne più giovani. Inoltre, la quasi totalità del campione ritiene che la maggior parte delle violenze avvengano in famiglia (89%) e per il 94% sono più probabili se l’uomo «è stato educato così». Risposte che da un lato mettono in luce la persistenza di alcuni vincoli culturali (la dimensione economica è percepita come meno rilevante dalle stesse donne), dall’altro rovesciano possibili stereotipi (la violenza come un fatto che riguarda solo le donne più giovani) e confermano la necessità di un profondo cambiamento nella cultura e nella società che parta dall’educazione dei bambini di oggi, nonché uomini di domani.


«La violenza sulle donne è purtroppo ancora molto diffusa e non si esprime solo con azioni fisiche ma coinvolge tanti aspetti. Ho trovato abbastanza sorprendente che le lettrici di Victoria ritengano particolarmente impattante la violenza verbale, rispetto a quella economica. Eppure, è quest’ultima che davvero impedisce l’empowerment femminile e che nega la libertà di scelta. Queste risposte devono farci riflettere perché dimostrano quanto sia importante fare attenzione al linguaggio e alla cultura, combattendo vecchi retaggi e stereotipi. Contribuire concretamente al creare pari opportunità per le donne è una mission per cui P&G continuerà a impegnarsi sia internamente che esternamente» - ha dichiarato Barbara Del Neri, oggi Direttrice marketing Sud Europa di Procter & Gamble , ricordando che da settembre di quest’anno, Victoria ha anche iniziato una campagna finalizzata a mettere in evidenza i pregiudizi legati all’età attraverso la ricerca «Stereotipi e Over 50» cui seguirà a breve un video sorprendente e provocatorio.


E molte altre sono le campagne che P&G ha lanciato negli anni con i suoi marchi su questa tematica, come ad esempio #ShareTheLoad che denuncia la visione della donna nella società indiana come unica ed esclusiva responsabile di tutte le incombenze domestiche. In Italia, invece, tra le ultime campagne si ricorda quella di Dash in cui a fare il bucato non è una “classica” casalinga, ma un uomo, il campione del mondo di calcio Francesco Totti, innescando una riflessione culturale non indifferente. P&G, infatti, essendo il primo investitore in comunicazione al mondo e tra i primi anche in Italia, avverte chiaramente la responsabilità di promuovere un ruolo femminile positivo nell’intera società.

Una responsabilità che persegue, ovviamente, anche in azienda e non solo come importante strategia di business (data la presenza in 180 Paesi, con il 70% degli acquirenti rappresentato da donne) ma soprattutto come valore fondante della sua cultura. In P&G Italia, la presenza femminile è del 45% e nel Leadership Team raggiunge il 50% . Inoltre, per stimolare la maggiore partecipazione femminile nell’ambito commerciale, l’azienda ha avviato da qualche anno il progetto “Female Leaders” con cui ospita 20 studentesse nei suoi uffici per sfatare lo stereotipo che il reparto commerciale sia un ambiente esclusivamente maschile. Numerosi sono infine gli strumenti “flex@work” lanciati per promuovere una cultura della flessibilità e le iniziative dedicate al reinserimento professionale delle mamme lavoratrici a cui si affiancano giornate formative rivolte a chi ha genitori e/o figli adolescenti e deve conciliare questo impegno con la vita lavorativa.

Ufficio Stampa

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Procter & Gamble

I prodotti P&G sono utlizzati da quasi 5 miliardi di persone al mondo. La Procter & Gamble possiede uno dei piu' importanti portafogli di marchi di qualita' tra i quali: Dash®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, AZ®, Kukident®, Swisse®, Oral B®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders®, Gillette®, Venus®, Braun®. P&G opera in 70 paesi nel mondo ed in Italia è presente dal 1956. (www.pg.com).